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Mastino napoletano Mastino napoletano
Mastino napoletano:
Razza canina che deriva dai molossoidi rustici, diffusi nelle campagne delle regioni meridionali italiane.

Classificazione FCI
Gruppo 2: Gruppo Pinscher e Schnauzer- Molossoidi e Cani Bovari Svizzeri
Sezione2: Molossoidi
Sottosez.
Standard n. 197 del 27/11/1989 (en / fr)
Nome: Mastino Napoletano
Varietà '
Tipo
Origine: Italia
Altezza al garrese: Maschio 65-75 cm.
Femmina 60-68 cm.
Peso ideale: Maschio 60 - 70 kg.
Femmina 50 - 60 kg.

La prima testimonianza dell'esistenza di un molossoide in compagnia dell'uomo è un bassorilievo Assiro, antico di 2500 anni, che raffigura un cane di grossa mole con arti possenti e struttura leonina, con pelle che si raccoglie in pliche e pieghe sul collo e sulla testa; è tenuto da un uomo molto piccolo in proporzione e porta in mano un bastone, che probabilmente vuole consapevolizzare lo spettatore riguardo al carattere dell'animale. Le prime notizie scritte riferibili alla razza sono da ricercare nelle citazioni del Canis Pugnax pesante, l'antico molosso romano impiegato nelle arene contro le belve, ma anche nella guardia alle ville di campagna. Una variante leggera veniva impiegata dalle legioni come cane da guerra, ma era un animale versatile, usato anche nella caccia alla grande selvaggina, nella conduzione delle mandrie e per la difesa personale. I romani ebbero grande importanza nella selezione della razza, incrociando i loro soggetti con i migliori molossi con i quali venivano a contatto durante le loro spedizioni, e quindi con i famosi Pugnaces Britanniae, importati dalla Britannia dai Celti e con i cani provenienti dalla Molossia, una provincia greca. All'inizio vennero impiegati nei combattimenti nelle arene e nei ludi venatorii, ma col passare dei secoli, il molosso italiano ha mantenuto il suo "posto di lavoro" al fianco di mandriani, carrettieri, cacciatori e anche briganti (celebri sono le sue rappresentazioni nei quadri settecenteschi di Bartolomeo Pinelli).

La razza si è così mantenuta - nelle due varianti - in forme rustiche, selezionata in base alla funzionalità nel lavoro, fino alla metà del XX secolo, quando il cinofilo Piero Scanziani fece conoscere, o meglio riscoprire, dalla cinofilia ufficiale, la tipologia "pesante", il mastino allevato principalmente nelle campagne napoletane e avellinesi.